XXV
Festival
Internazionale
di
narrazione
Arzo
21–24 agosto
2025
Journal
28 Agosto 2025
Carola Fasana
IL SUICIDIO ADOLESCENZIALE NON PUÒ PIÙ ESSERE UN TABÙ - Her e le due facce della fragilità di Naya Dedemailan
Domenica 24 ad Arzo, in corte Solari, Naya Dedemailan, drammaturga e performer di Her e le due facce della fragilità e Federica Giudici, direttrice della cooperativa Baobab attiva in Ticino, si sono confrontate sul tema del suicidio giovanile, perché ogni anno in Svizzera 1000 persone, il corrispettivo di 2 aerei intercontinentali pieni, di cui un’altissima percentuale è rappresentata da ragazzi, si tolgono la vita.
26 Agosto 2025
Carola Fasana
LA BAMBINA NUOVA DENTRO DI NOI
Marta Zotti porta ad Arzo “Ida e la bambina nuova”, una storia che, anche se pensata per un pubblico bambino, parla proprio a tutti. Infatti, c’è una bambina nuova dentro ognuno di noi che grida quello che a volte non riusciamo a dire e, mentre noi non troviamo le parole giuste, lei esplode in un fiume di parole senza riflettere sulle conseguenze.
25 Agosto 2025
Fabio Sebastiani
Slow motion - Mondi che si attraversano
"Slow motion" è la restituzione di un laboratorio teatrale che ha coinvolto migranti e residenti, guidato dalla regista Magali Tosato. Lo spettacolo affronta temi come la quotidianità in un centro di accoglienza e la ricerca universale di un luogo da chiamare casa. Il progetto, sostenuto dalla Commissione federale della migrazione e da altri enti, si rivela un esempio potente di come il teatro possa diventare un ponte di connessione e un'occasione di crescita personale per tutti i partecipanti.
25 Agosto 2025
Carola Fasana
ERAVAMO TUTTI IN PERICOLO PRIMA E ORA, ANCORA DI PIU’
Nel pomeriggio del 1° novembre 1975 Pasolini rilasciò a Furio Colombo un'intervista di cui pensò anche il titolo: “Siamo tutti in pericolo”, il 23 agosto 2025 ad Arzo è andato in scena uno spettacolo con lo stesso titolo di e con Claudia Caldarano e Sandro Pivotti.
23 Agosto 2025
Fabio Sebastiani
A volo d’angelo - Tra macerie e memorie, il Tour di un sopravvissuto
Si apre la XXV edizione del Festival internazionale di narrazione con "A volo d'angelo" di Federica Cottini con Michelangelo Canzi. Un potente monologo che attraversa i frammenti di vita di un sopravvissuto bosniaco alla guerra civile in ex-Jugoslavia; ponendo al contempo una riflessione sul potere della memoria in relazione al presente.
30 Agosto 2024
Carola Fasana
“Hamelin” – la magia delle storie
Uno spettacolo di Tonio de Nitto con il camaleontico Fabio Tinella incanta adulti e bambini creando un ponte tra il passato e il presente e ci ricorda l'importanza dell'arte in momenti bui.
27 Agosto 2024
Carola Fasana
“Un mostro di acciaio” mascherato da progresso
"Ilva Football Club" è la storia di una città, di una squadra di calcio, di una famiglia e, in un certo senso, di un Paese che ci piace pensare non esista più e, invece, rimane.
26 Agosto 2024
Giacomo Stanga
Un vento comune: teatro e anarchia
Durante l’incontro in Corte dei Miracoli si è parlato di teatro e di anarchia, ripercorrendo lo spettacolo «Umanità nova. Cronaca di una mancata rivoluzione» con Giuseppe Carullo, Cristiana Minasi ed Edy Zarro.
25 Agosto 2024
Carola Fasana
“Kakuma Fishing in the desert” - un nowhere, da qualche parte, mentre il mondo dorme.
24 Agosto 2024
Giacomo Stanga
È Shakespeare, it’s ok (?)
«Lei Lear», di Chiara Fenizi e Julieta Marocco (Muchas Gracias Teatro), parte dalla tragedia shakespeariana per interrogare il pubblico sulle storie che è abituato a vedere e sulla possibilità di riscriverle.
23 Agosto 2024
Giacomo Stanga
Come una specie di vertigine. Libertà e autodeterminazione tra Calvino e attualità
Come una specie di vertigine. Il Nano, Calvino, la libertà, di Mario Perrotta, ha aperto la ventiquattresima edizione del Festival internazionale di narrazione di Arzo. Poche ore prima di andare in scena, l’attore ha dialogato con Natalia Proserpi sul senso della sua riflessione sulla libertà, sui modi di scrivere teatro partendo dalla letteratura e sulle domande che hanno ispirato il monologo.
14 Agosto 2024
Giacomo Stanga
Inarrestabile è la notte
Al via la XXIV edizione del Festival internazionale di narrazione, tra viaggi nel tempo, nello spazio e riflessioni collettive
26 Agosto 2023
Carola Fasana
“Esercizi di fantastica” per volare con l’immaginazione
"Esercizi di fantastica" interpretato da Elisa Canessa, Federico Dimitri e Francesco Manenti è un manuale visivo e performativo che ricorda agli adulti di guardare il mondo con lo stupore incantato di un bambino e che incoraggia i bambini ad avventurarsi in una dimensione magica con gli occhi ben aperti.
23 Agosto 2023
Carola Fasana
“IO. NOI. GLI ALTRI”
“Posso iniziare?” Così si rivolge al pubblico Nicola Borghesi dal fondo della Corte Solari. Cammina in mezzo alle sedie, sale sul palco, li osserva uno per uno. Sono tante navi separate, non un mare nero compatto. Tanti “io” seduti lì, uno di fianco all’altro.
22 Agosto 2023
Giacomo Stanga
Cosa si dice, come lo si dice: Frosini e Timpano tra scrittura, forma e contenuti
In scena sabato sera con "Gli sposi. Romanian tragedy" e domenica pomeriggio con "Carne", Elvira Frosini e Daniele Timpano hanno incontrato il pubblico del Festival alla corte dei Miracoli, condividendo alcuni dettagli dei loro lavori e parlando, più in generale, di teatro e di narrazione.
20 Agosto 2023
Giacomo Stanga
La morbidezza dell’asfalto: resoconto dell’incontro «il teatro e il carcere»
Riflessione sull'incontro «Storie così grandi» e sugli spettacoli che, in questa edizione del Festival, portano in scena direttamente l'ambiente carcerario (in particolare House we left, Il colloquio e Sguardi a confronto)
20 Agosto 2023
Carola Fasana
“Che cos’è la drammaturgia oggi?”
Chicco Dossi e Simone Tudda, Nicola Borghesi della compagnia Kepler-452, Matteo Luoni e Alan Alpenfelt del progetto Luminanza sul palco della Corte dei Miracoli si sono confrontati con la fatidica domanda “che cos’è la drammaturgia oggi?” posta da Sofia Perissinotto. La drammaturgia può essere un veicolo a cui si ricorre per indagare un’ossessione e trasformarla in un testo, oppure un qualcosa di cui fidarsi e che va rispettato, oppure ancora una modalità per riflettere sulla barriera linguistica in una terra di confine.
18 Agosto 2023
Giacomo Stanga
«È tutto vero»: il mondo visto (quasi) dormendo
A dialogo con Vittorio Ondedei, che giovedì notte ha presentato lo spettacolo "Ho sonno. Il mondo ad occhi chiusi", un monologo liminare tra coscienza e incoscienza accompagnato dalle musiche di Giulio Escalona.
16 Agosto 2023
Giacomo Stanga
Vedersi di fronte
Al via la ventitreesima edizione del Festival Internazionale di Narrazione di Arzo
27 Agosto 2022
Carola Fasana
A dialogo con Irene Serini e Caterina Simonelli: “uno spettacolo in cui tutto è svelato.”
Sabato 20 agosto, nella Tenda Bianca, Irene Serini porta in scena Abracadabra – incantesimi di Mario Mieli [#studio3] in un continuo gioco tra dentro e fuori dalla vita del poeta, attivista, filosofo, attore. È rappresentata sia la difficile e profonda ricerca di Mieli sia quella dell’attrice in un sottile equilibrio tra le due personalità, dettato da momenti di vicinanza e di fusione.
23 Agosto 2022
Carola Fasana
Maniaci d'Amore: un teatro di desiderio, condivisione e comunicazione
Con lo spettacolo Siede la terra. Fenomenologia della pettegola, sabato 20, in compagnia di Luciana Maniaci (Teresa) e Franceso d’Amore (Clarice) siamo catapultati a Sciazzusazzu di Sopra. Un mondo in cui ci sono: i buoni e i cattivi, chi profuma e chi puzza, quelli che si comportano secondo le regole e chi invece va fuori dal tracciato, chi va elogiato e chi va condannato, chi è normale e chi è strano, etc.
23 Agosto 2022
Giacomo Stanga
Storie di uomini e topi
Alcune note scaturite dall’incontro tra la compagnia Usine Baug, autrice di «Topi. A vent’anni dal G8 di Genova 2001», Angelica Lepori, sociologa e parlamentare ticinese, e il pubblico del Festival Internazionale di Narrazione, incontro moderato e concluso con un’interessante rassegna bibliografica proprio dal presidente del Festival Marco Mona.
23 Agosto 2022
Carola Fasana
Laboratorio con Ireni Serini e Caterina Simonelli: "Qual è secondo voi la differenza tra maschi e femmine?"
Venerdì 19 agosto, nella palestra di Arzo, le registe, drammaturghe e attrici Irene Serini e Caterina Simonelli hanno tenuto il laboratorio per adulti/e EveryBody, rivolto in particolare a chi opera in ambito educativo. Quattro ore intense in cui sono state sviscerate individualmente, ma insieme nel gruppo, e sentite sulla pelle, attraverso il medium del corpo, delle tematiche fondamentali inerenti all’identità di genere.
21 Agosto 2022
Giacomo Stanga
«Dare qualche strumento per capire» : conversazione con Alessandro Sesti su Ionica
Andato in scena venerdì sera, «Ionica» di Alessandro Sesti racconta una storia di ‘ndrangheta e di giustizia da un punto di vista peculiare, ed è il frutto di un lavoro di ricerca sul campo che ha profondamente segnato l’attore: ne abbiamo discusso insieme per avere qualche dettaglio sull’origine dell’idea, su come è stato possibile realizzarla e sull’effetto che quell’esperienza diretta ha avuto sulla costruzione dello spettacolo.
21 Agosto 2022
Carola Fasana
"Più che teatro": dialogo con Nicole & Martin
Venerdì 19, della ventiduesima edizione del Festival, nella suggestiva tenda bianca all’entrata del paese, bambini, bambine e famiglie sono stati trasportati nel magico mondo agreste della Germania dell’est di Il pescatore e sua moglie. Sabato il pubblico viene catapultato nel mondo incantato del patrimonio slavo con Wassilissa. E ancora, domenica, con i Musicanti di Brema i piccoli spettatori e le piccole spettatrici seguono i suonatori in un viaggio fortemente simbolico fino alla città di Brema.
20 Agosto 2022
Giacomo Stanga
Deus est machina?
Nel pomeriggio di venerdì Laura Curino e Beatrice Marzorati, le due attrici in scena nello spettacolo «Big Data B&B», hanno incontrato il pubblico del Festival alla Corte dei Miracoli, con la mediazione della professoressa Roberta Carpani (Università Cattolica di Milano).
Oltre al tipo di lavoro intrapreso e alle numerose collaborazioni che si sono rese necessarie per affrontare un argomento di tale portata, si è parlato del senso del teatro, della commistione di linguaggi (tra scienza, latinorum e Goldoni) e di quanto sia sempre più facile – e divertente – fare i cattivi.17 Agosto 2022
Giacomo Stanga
Che basta un colpo di vento per
Al via la ventiduesima edizione del Festival Internazionale di Narrazione di Arzo
23 Agosto 2021
Giacomo Stanga
Una parola, un’immagine
Con Marco D’Agostin, autore e interprete di «First Love», si è parlato anche di scambio culturale tra danza contemporanea e teatro di narrazione. In dialogo con Nunzia Tirelli, coreografa e danzatrice, un piccolo approfondimento sul rapporto tra voce e corpo, sul dialogo tra sport e creazione artistica e sulla relazione che si crea con il pubblico durante lo spettacolo.
22 Agosto 2021
Giacomo Stanga
La scimmia siamo noi
Sabato sera il pubblico del Festival ha avuto il piacere di ammirare «La Scimmia», una riflessione sulla natura umana mediata da un grottesco personaggio da commedia, un essere ibrido che ci porta a interrogarci sulle nostre scelte e sulla nostra – attiva o meno – partecipazione alla narrazione dominante. Alcune riflessioni sull’incontro tra Giuliana Musso, attrice e autrice dello spettacolo, e Sofia Perissinotto.
21 Agosto 2021
Giacomo Stanga
Un teatro all'ascolto
Avviato nel novembre del 2020 in collaborazione con il Telefono Amico Ticino e Grigioni Italiano, il progetto «Pronto? Io ci sono» della compagnia Grande Giro ha esordito al Festival di Narrazione, portando sul palco storie, esperienze e racconti legati alla nascita e all’attività del presidio telefonico 143. Un breve approfondimento, in conversazione con attore e attrici, sui metodi di lavoro e sul rapporto tra il teatro e la realtà.
20 Agosto 2021
Giacomo Stanga
Nel nome di quale padre?
Mario Perrotta, qualche ora prima di aprire la ventunesima edizione del Festival di Narrazione, ha dialogato con Laura Di Corcia per approfondire il lavoro di ricerca – non solo teatrale – che ha portato alla scrittura e alla messa in scena di «Nel nome del padre» e, dalla riflessione sulla genitorialità e sui rapporti sociali che la circondano, sono emersi molti sintomi di disfunzionalità (non solo individuali, anzi) e qualche sincero messaggio di speranza.
1 Settembre 2019
Mara Travella
Incontrarsi su di un palco
Intervista agli attori che hanno portato in scena Thioro. Un cappuccetto rosso senegalese, una coproduzione Teatro delle Albe, Ravenna Teatro, Accademia Perduta, Romagna Teatri, Ker Théatre Mandiaye N'Diaye
1 Settembre 2019
Mara Travella
Raccontare «rimanendo sul confine»
Intervista con Stefano Beghi e Marco Prestigiacomo, voce e musica di due spettacoli – Rimanendo sul confine. Ovvero: la volta che rincorsi il fante di cuori e Simplon (Produzione KaraKorum teatro) – ospiti alla ventesima edizione del Festival.
1 Settembre 2019
Mara Travella
Storia di una ragazza eccezionale
Intervista a Monica Ceccardi a proposito de Il taccuino di Simone Weil, spettacolo preserale andato in scena ieri al cortile della Contessa.
31 Agosto 2019
Mara Travella
Le Clarisse che potremmo essere
Intervista a Marta Cuscunà e Marco Rogante su La semplicità ingannata, andato in scena ieri sera alla Cava Broccatello.
3 Settembre 2018
di Mara Travella
Questa è la bella vita che ho fatto
Una trilogia chiamata Terra Matta. Una voce, una sedia. Stefano Panzeri sulla scena non ha nient’altro, perché il resto è riempito dalla storia di Vincenzo Rabito, un bracciante siciliano semianalfabeta, autore di un’autobiografia tanto lunga e intensa da essere divisa in tre momenti (1899 – 1918; 1918 – 1943; 1943 – 1968).
2 Settembre 2018
di Mara Travella
L’idea un po’ scanzonata di fare il cantastorie
Dopo lo spettacolo l’attore ci ha raccontato un po’ di quello che sta dietro «Transumanze»: le passioni, gli intenti, le ricerche da cui nasce questo spettacolo.
1 Settembre 2018
di Mara Travella
«Io mi rinasco»
Abbiamo fatto una chiacchierata con le cinque voci – quelle di Francesca Cecala, Miriam Gotti, Barbara Menegardo, Ilaria Pezzara, Swewa Schneider – protagoniste di Piccolo canto di resurrezione, della compagnia Associazioni Musicali si cresce, andato in scena ieri sera all’OSC di Mendrisio. Si è cercato di capire come è nato lo spettacolo, che importanza ha il canto e perché l’urgenza di parlare oggi di resurrezione.
1 Settembre 2018
di Mara Travella
A suon di violoncelli
Una breve intervista con Milo Ferrazzini, uno dei membri del gruppo TheXcellos
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23 Agosto 2018
Conferenza stampa
Questa mattina alle 11:00 si è tenuta a Mendrisio la conferenza stampa del nostro Festival, un incontro che ha l’obiettivo di dare un’idea di quello che accadrà da giovedì 30 agosto a domenica 2 settembre ad Arzo.
IL SUICIDIO ADOLESCENZIALE NON PUÒ PIÙ ESSERE UN TABÙ - Her e le due facce della fragilità di Naya Dedemailan
28 Agosto 2025
Carola Fasana

Naya in qualità di attrice, ha sempre indagato temi importanti nel sociale considerando il teatro non soltanto un mezzo di espressione artistica ma anche uno strumento fondamentale per sensibilizzare , far riflettere e svolgere un’azione preventiva. La performer racconta, infatti, che dopo uno spettacolo che trattava il problema dell’alcol per i giovani, tre ragazzi le si erano avvicinati chiedendole perché si parla sempre delle stesse cose e mai di altre che li riguardano davvero. “Tipo?” aveva chiesto lei ingenuamente, “il suicidio e i pensieri di farla finita”. La schiettezza della risposta l’aveva disorientata portando con sé tutta una serie di altri quesiti: perché non si parla di suicidio e ancora meno di suicidio giovanile? Perché i giovani si sentono soli ad affrontare questa problematica? Perché molto spesso gli adulti si chiudono a riccio non appena percepiscono di avvicinarsi a questo terreno scosceso?
Accostare queste due parole “giovinezza” – nell’immaginario collettivo collegata solo a termini positivi quali forza, spensieratezza, vitalità, divertimento, vivacità – e “suicidio”, ci provoca una dicotomia interna totalmente inaccettabile. Nella nostra testa queste due parole non vanno insieme, è impossibile che un ragazzo possa sentire una tristezza così insostenibile da pensare al suicidio. E allora? Cosa facciamo?
Ecco, non ne parliamo, rimuoviamo, neghiamo, come tutto ciò che ci fa paura. Infatti, è proprio la paura una delle ragioni principali per cui l’adulto sembra, agli occhi del ragazzo, distante, disinteressato, noncurante, ma la verità è che non sa come reagire di fronte a questo tabù; ha il terrore di fare più male che bene, di innescare il pensiero suicidario o di dare consigli sbagliati. Crede che sia meglio non mostrarsi fragile e disorientato, così, indossa la maschera dell’impassibilità, come se niente potesse scalfirlo e farlo vacillare. Ma è solo quando cominceremo a mostrare la nostra fragilità di adulti – dice Naya – che i giovani cominceranno a sentire di essere meno soli e che forse quella tristezza potrà trovare le prime parole per esprimersi.
Ed è precisamente all’esigenza di aprire uno spazio di dialogo, di confronto per parlare di fragilità tutti assieme che risponde l’indagine di Naya Dedemailan. L’attrice ha intrapreso prima una profonda ricerca di letteratura riguardo alla tematica del suicidio e tentato suicidio giovanile, poi ha somministrato interviste non strutturate ai genitori che avevano perso un figlio, o ai ragazzi, i cui amici o compagni di classe si erano tolti la vita, e agli insegnanti coinvolti; una cinquantina di interviste tra Ticino e nord Italia. In seguito, è nato il testo drammaturgico in un profondo dialogo tra i dati raccolti, le esperienze personali degli intervistati e i rimandi del pubblico.
La metafora scelta dall’autrice per parlare del suicidio è quella dell’arrampicata, la parete di roccia compare sulla scena, fisicamente, sottoforma di telaio rosso dove sono appesi tutti gli attrezzi necessari alla scalata , simbolicamente, come filo narrativo di tutta la vicenda. Her e le due facce della fragilità racconta nello specifico la storia di Anna, la ragazzina di 17 anni che si toglie la vita, e i suoi amici, Nina, la voce narrante, e Salvo. Costituivano “i tre moschettieri”: Anna era quella profonda e saggia, Salvo quello rompiballe che crea problemi inesistenti e Nina, quella che butta sempre tutto sul ridere. Nina e Anna sono amiche d’infanzia e andavano ad arrampicare insieme, perché non si va mai ad arrampicare da soli, infatti, nella scalata, come nella vita si ha sempre bisogno di contare su qualcuno. “Arrampicare non è solamente paura di cadere nel vuoto, ma è anche la capacità di usare strumenti di sicurezza per stare al meglio”: una corda ci sostiene nel vuoto a cui siamo legati da un moschettone e il nostro compagno apre o chiude la salita.
Un giorno, però, Anna non viene a scuola, il suo banco è vuoto, sembra un lunedì qualunque fino a quando:
queste parole risuonano come macigni nell’aria. Da quel giorno tutto cambia e gli adulti cominciano a comportarsi in modo strano: la professoressa di matematica, di solito cattivissima, tutt’a un tratto è una specie di santa a cui niente fa più arrabbiare o la mamma di Nina che, appena sente il nome di Anna, cambia subito argomento o la professoressa Allegra che vuole fare un cartellone di addio per Anna; la follia! Nessuno che chiede loro come stanno, nessuno che dà loro uno spazio per parlare, e loro lentamente scivolano nel vuoto. Nina e Salvo non sanno più cosa dirsi, lui ha smesso di essere il solito rompiballe, parla poco, non mangia e lei usa l’ironia per mettere ancora più distanza. “Ohi, come stai?”- “Abbastanza bene, tu?” e il giorno dopo “Come va?” – “Sto ok, tu?” e così in un loop uguale. Nina sente che sta male ma non sa come aiutarlo, non sa cosa fare, perciò fa finta di niente.
Finge che sia tutto a posto finché capisce che, se non fa subito qualcosa, perde anche Salvo. E, per la prima volta, ha il coraggio di fare quello che fino a quel momento nessuno ha fatto, ossia rispondere sul serio alla domanda: “Come stai?” “Sto male, sono preoccupata per Salvo”. Questa risposta sincera di Nina fa crollare le maschere e crea un’eco infinito di risposte vere. Finalmente i compagni di classe hanno il coraggio di guardarsi e lasciarsi guardare davvero e comprendono che nella paura non sono soli. Finalmente nessuno finge più, sono tutti li per Salvo.