“Aprire spiragli” ha attraversato quattro giorni di teatro, musica, incontri e parole condivise: la ventiseiesima edizione del Festival internazionale di narrazione di Arzo. Un’affluenza che ci ha davvero commossə: grazie di cuore a chi ha riempito gli spazi di Arzo, a chi è tornatə e a chi ci ha scoperto per la prima volta.

Un’edizione affidata principalmente a giovani artiste e artisti, qui per la prima volta ad Arzo, autrici e autori dei testi che hanno interpretato: nuove drammaturgie, sguardi inediti, voci emergenti. A lorə va il nostro grazie più sentito, per il coraggio e la generosità.

Grazie anche a chi ha attraversato il festival da dentro: la Corte dei Miracoli con le drammaturghe di Prismi,  Lumpen Station Art, la web radio itinerante che in questi giorni ha raccolto voci e suoni del festival che presto potrete riascoltare. Anche Sguardi sul teatro lascia una traccia: le recensioni scritte dalle giovani autrici del laboratorio restano sul Journal del Festival, per chi vuole tornare ad assaporare questi giorni attraverso i loro occhi.

Un grazie di cuore va alle collaboratrici e ai collaboratori, ai partner tecnici e ai nostri sponsor, che rendono possibile ogni edizione del Festival.

Da questi giorni nasce già un nuovo percorso:

Sulle tracce del silenzio, il bando di drammaturgia dedicato alle storie degli internamenti coatti in Svizzera, aperto in collaborazione con Prismi è il primo passo verso l’edizione 2027

 

Vi ricordiamo l’importanza di associarvi, un contributo per il festival sempre più prezioso: è possibile diventare sociə del Festival versando un importo minimo di fr. 50.—, sul conto corrente postale intestato ad Associazione Festival di narrazione (maggiori info).

Passé Composé

Ali Lamaadli

20.08.2026 21:30

in francese

concezione, regia e interpretazione Ali Lamaadli

testo Badr Sellak e Ali Lamaadli

produzione Atelier 101 in coproduzione con TU – Théâtre de l'Usine

con il sostegno di PREMIO – Prix d'encouragement pour les arts de la scène

Adulti

Arzo - Giardino Contessa

Durata: 45'

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Negli anni Settanta, Ahmed, diciotto anni, marocchino, scambia lettere con Anne-Marie, diciotto anni, francese. Da quel carteggio parte Ali Lamaadli — forse un discendente, forse solo qualcuno che riconosce in quelle parole qualcosa di sé — per camminare nelle esitazioni di un uomo che non ha conosciuto e ritrovare la traccia di un'eredità trasmessa senza parole. Non una narrazione ma uno spostamento: un'immersione in una memoria lacunare, ostinata, che non si consegna mai del tutto.