“Aprire spiragli” ha attraversato quattro giorni di teatro, musica, incontri e parole condivise: la ventiseiesima edizione del Festival internazionale di narrazione di Arzo. Un’affluenza che ci ha davvero commossə: grazie di cuore a chi ha riempito gli spazi di Arzo, a chi è tornatə e a chi ci ha scoperto per la prima volta.

Un’edizione affidata principalmente a giovani artiste e artisti, qui per la prima volta ad Arzo, autrici e autori dei testi che hanno interpretato: nuove drammaturgie, sguardi inediti, voci emergenti. A lorə va il nostro grazie più sentito, per il coraggio e la generosità.

Grazie anche a chi ha attraversato il festival da dentro: la Corte dei Miracoli con le drammaturghe di Prismi,  Lumpen Station Art, la web radio itinerante che in questi giorni ha raccolto voci e suoni del festival che presto potrete riascoltare. Anche Sguardi sul teatro lascia una traccia: le recensioni scritte dalle giovani autrici del laboratorio restano sul Journal del Festival, per chi vuole tornare ad assaporare questi giorni attraverso i loro occhi.

Un grazie di cuore va alle collaboratrici e ai collaboratori, ai partner tecnici e ai nostri sponsor, che rendono possibile ogni edizione del Festival.

Da questi giorni nasce già un nuovo percorso:

Sulle tracce del silenzio, il bando di drammaturgia dedicato alle storie degli internamenti coatti in Svizzera, aperto in collaborazione con Prismi è il primo passo verso l’edizione 2027

 

Vi ricordiamo l’importanza di associarvi, un contributo per il festival sempre più prezioso: è possibile diventare sociə del Festival versando un importo minimo di fr. 50.—, sul conto corrente postale intestato ad Associazione Festival di narrazione (maggiori info).

Oggi – Fuga a quattro mani per nonna e bambino

Annalisa Arione, Dario Eduardo de Falco e Enrico Messina

22.08.2026 20:15

di e con Annalisa Arione e Dario Eduardo de Falco

musiche di Enrico Messina

Bambinə, ragazzə: da 5 anni

Arzo - Corte Solari

Durata: 50'

[→]Acquista il ticket

Marco ha sette anni ed è così arrabbiato che scappa di casa. Lina i suoi sette anni li ha compiuti almeno dieci volte, e anche lei è scappata — da una casa di riposo dove mettono le persone diventate inutili, per tornare alla sua di casa, che forse non c'è più. I due si incontrano per caso in una notte di luna e cominciano a camminare insieme, senza sapere che in fondo si stavano cercando. Sul palco nessuna scenografia, nessun oggetto di scena: solo due attori, pochi gesti disegnati nell'aria e le musiche al pianoforte di Enrico Messina, per raccontare come persone anziane, bambine e bambini abitino lo stesso mondo fatto di sorpresa, di spaesamento, di cose che si immaginano più che si vedono.