“Aprire spiragli” ha attraversato quattro giorni di teatro, musica, incontri e parole condivise: la ventiseiesima edizione del Festival internazionale di narrazione di Arzo. Un’affluenza che ci ha davvero commossə: grazie di cuore a chi ha riempito gli spazi di Arzo, a chi è tornatə e a chi ci ha scoperto per la prima volta.

Un’edizione affidata principalmente a giovani artiste e artisti, qui per la prima volta ad Arzo, autrici e autori dei testi che hanno interpretato: nuove drammaturgie, sguardi inediti, voci emergenti. A lorə va il nostro grazie più sentito, per il coraggio e la generosità.

Grazie anche a chi ha attraversato il festival da dentro: la Corte dei Miracoli con le drammaturghe di Prismi,  Lumpen Station Art, la web radio itinerante che in questi giorni ha raccolto voci e suoni del festival che presto potrete riascoltare. Anche Sguardi sul teatro lascia una traccia: le recensioni scritte dalle giovani autrici del laboratorio restano sul Journal del Festival, per chi vuole tornare ad assaporare questi giorni attraverso i loro occhi.

Un grazie di cuore va alle collaboratrici e ai collaboratori, ai partner tecnici e ai nostri sponsor, che rendono possibile ogni edizione del Festival.

Da questi giorni nasce già un nuovo percorso:

Sulle tracce del silenzio, il bando di drammaturgia dedicato alle storie degli internamenti coatti in Svizzera, aperto in collaborazione con Prismi è il primo passo verso l’edizione 2027

 

Vi ricordiamo l’importanza di associarvi, un contributo per il festival sempre più prezioso: è possibile diventare sociə del Festival versando un importo minimo di fr. 50.—, sul conto corrente postale intestato ad Associazione Festival di narrazione (maggiori info).

Tuono, il mio vicino gigante

Andrea Gambuzza e Giacomo Riggi

22.08.2026 18:30

tratto dal libro Tuono di Ulf Stark

diretto e interpretato da Andrea Gambuzza

musiche composte ed eseguite da Giacomo Riggi

Bambinə, ragazzə: da 7 anni

Arzo - Giardino Contessa

Durata: 60'

[→]Acquista il ticket

Il signor Tunesson, detto Tuono, è enorme, sempre arrabbiato, con la sua camicia a fiori color sangue sul punto di scoppiare sopra la grossa pancia — chissà se piena di salsicce, di gatti o di bambine e bambini. Abitargli vicino è un brivido continuo. Ma quando il protagonista, per riconquistare l'amicizia perduta di Bernt, si avventura nel suo giardino, scopre che il gigante non è poi quello che sembra: è un uomo più solo che arrabbiato, con un'insospettabile passione per la musica. E forse proprio lui potrebbe aiutare a restituire alla mamma il sorriso che ha perduto — e lo spazio, la musica, le passeggiate che si è lasciata alle spalle. Uno spettacolo su coraggio e amicizia, sul timore dell'altro e sulla scoperta che anche i grandi soffrono e hanno bisogno di essere aiutati — raccontato da un attore e un pianoforte, con la delicatezza e il divertimento del grande scrittore svedese Ulf Stark.