Sarà un festival serale quello che vi aspetta ad Arzo dal 22 al 25 agosto 2024, con una programmazione che prenderà inizio, ogni giorno, a partire dal tardo pomeriggio.

 

Ma sarà come sempre, e più che mai, un festival per tutti, dagli adulti, ai giovani, ai piccoli, ai piccolissimi: la collaborazione con la compagnia Baracca Testoni ragazzi porterà infatti ad Arzo, in più appuntamenti, spettacoli teatrali per spettatori di 0-5 anni.

 

La sera, il tramonto, la notte, saranno i momenti che ci vedranno insieme, in una nuova proposta, progettata per evitare le alte temperature estive, ma che vuole essere anche una possibilità di scoperta di tempi nuovi. Da questa tensione doppia, nasce la frase talismano dell’edizione, Inarrestabile è la notte. La sera sarà il nostro spazio fertile e generativo, il nostro momento di incontro e riflessione continua.

 

Nell’attesa, vi ricordiamo la possibilità di iscrivervi alla newsletter e l’importanza di associarvi, un contributo per il festival sempre più prezioso: è possibile diventare sociə del Festival versando un importo minimo di fr. 50.—, sul conto corrente postale intestato a Associazione Festival di narrazione (maggiori info).

Ai soci del Festival sarà garantita una riduzione sui prezzi dei biglietti e degli abbonamenti.

L'ultima eredità

Oscar De Summa

25.08.2024 18:30

di e con Oscar De Summa

Progetto luci Matteo Gozzi

una produzione La Corte Ospitale

Adulti

Arzo - Corte Solari

Durata: 55'

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L’ultima eredità è la storia di un doppio viaggio, geografico ed emotivo.

Alla notizia del peggioramento delle condizioni di salute del padre, il protagonista torna a casa per un ultimo saluto e, come lui stesso dice, mentre va, torna, in un viaggio che ripercorre tutta la vita.

Il percorso di ritorno verso i luoghi dell’infanzia e dell’adolescenza è, per il protagonista, anche il percorso di ritorno verso quell’infanzia e quell’adolescenza da cui credeva di aver preso distanza, da cui era fuggito e non credeva sarebbe mai ritornato.

Una volta arrivato a destinazione trova il padre nel letto, addormentato, in piena notte. Giusto il tempo di un ultimo saluto, di un’ultima raccomandazione, la più importante, quella che resta nel tempo come segno e sigillo di ciò che è stato. Ma anche un ringraziamento che porta con sé la consapevolezza che il padre sarà sempre, nonostante tutto, una sua fonte di insegnamento.

Da qui l’ultima eredità: con l’arrivo della morte, di riflesso, la riscoperta del valore della vita.

 

Simone Nebbia, Teatro e Critica: “Erede. È colui che resta e il più delle volte non sa, non immaginava il peso del lascito, la responsabilità dell’avvenire. Molto spesso è una notizia giunta di sorpresa, anche quando attesa da tempo, coglie chi la riceve in un punto qualsiasi della vita, proprio per paradosso a comunicare che un’altra, di vita, si è fermata. E dunque quel momento prima disperso tra milioni di altri, quel giorno anonimo tra mille calendari, diventa d’improvviso il giorno e l’ora esatti in cui è morto tuo padre. La vita non vissuta di colpo emerge come un’onda anomala dal passato a farci domandare se abbiamo fatto o detto tutto quanto necessario, se possiamo dirci pronti ora a camminare soli.

 

Claudio Riccardi, Quarta parete: “La memoria e il ritorno alle radici si rivelano così nuova iniezione di vita, inattesa ma salvifica per De Summa. Che alterna la recitazione all’interpretazione di brani rock. La sua indagine nei meandri dei sentimenti familiari è genuina e profonda”.

 

INARRESTABILE È LA NOTTE, CHE QUANDO GIUNGE, CI INTERROGA, SEMPRE