Che basta un colpo di vento per

 

 

Che basta un colpo di vento per è il titolo di un’edizione che suggerisce movimento, cambiamento, voli; e che troverà eco in un programma vario e per tutti.  Numerosi saranno gli spettacoli dedicati ai bambini e ai giovani, così come quelli pensati per gli adulti.

Dopo l’esperienza diffusa dello scorso anno, la rassegna teatrale torna a concentrarsi soprattutto nel borgo di Arzo, mantenendo, tuttavia, una parte della programmazione anche a Meride.

Quello del 2022 vuole essere un festival sostenibile: con l’acquisto dei biglietti per gli eventi in programma, gli spettatori e le spettatrici potranno utilizzare gratuitamente i mezzi pubblici su tutto il territorio cantonale.

 

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È possibile diventare socio del Festival versando un importo minimo di fr. 50.—, sul conto corrente postale intestato a Associazione Festival di narrazione, Arzo, IBAN CH69 0900 0000 6520 9440 2. Ai soci del Festival sarà garantita una riduzione sui prezzi dei biglietti e degli abbonamenti.

Programma 2022

Ionica

di Alessandro Sesti e Alfonso Russi, con Alessandro Sesti

19.08.2022 21:30

Musiche originali eseguite dal vivo da Debora Contini – clarinetto, Federico Passaro – contrabbasso, Federico Pedini - chitarra

Ionica è una co-produzione Infinito srl. - Capotrave/Kilowatt e Armunia centro di residenza regione toscana, Teatro E. Thesorieri e Strabismi

Con il fondamentale contributo di Andrea Dominijanni, Giuseppe Dominijanni e il commissario Luigi Portesi. Lo spettacolo è sostenuto da LIBERA associazioni, nomi e numeri contro le mafie.

Adulti

Arzo - Giardino Castello

Durata: 55'

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Un lungo viaggio e finalmente ci sono: Sant’Andrea Apostolo dello Jonio.

A casa della famiglia Dominijanni tenterò qualcosa che nessun altro uomo ha mai fatto.

Sopravvivere. Sopravvivere al pranzo di Natale organizzato dai Dominijanni, fedeli alla tradizione calabrese del “a pranzo il troppo non storpia mai”. Rivedere la famiglia dopo tutti questi anni: Giuseppe sciupato, ma che non sorride più e… siamo appena all’antipasto. Luna, il cane di famiglia, ritrovata dopo sei mesi e… servono due primi per riscaldamento. La meravigliosa Nausicaa, stuprata più volte e che continua a sorridere e… del secondo ancora non v’è traccia. Rizzeri e Romano della scorta, il commissario Portesi e… se Dio vuole siamo arrivati al dolce. È finalmente arrivato il mio momento: il panettone lo affetto io che ormai sono di casa!  Prendo questo con il fiocco rosso che mi pare il più buono, così almeno lo declama la pubblicità. Lo apro. “Andrea, perché ci sono dei soldi nel panettone?”. “Perché a Natale ci si stringe sempre intorno alla famiglia, ma la ’ndrina si stringe al tuo collo”.

E buon Natale a tutti quanti.  

   

Andrea Dominijanni è un testimone di giustizia calabrese che ha avuto il coraggio di denunciare la ’ndrangheta. La Calabria non si raggiunge facilmente, non si comprende facilmente: ascolti centinaia di storie e ce ne sono più del doppio ad aspettarti. Sant’Andrea Apostolo dello Jonio è terra arida, difficile da coltivare e sofferente. Un’aridità presente da sempre non solo nelle zolle di terreno, ma anche nella società spaccata in mille pezzi. Lungo la Ionica, la ’ndrangheta è come la polvere frutto dell’aridità: si posa ovunque, si insinua negli angoli più nascosti, sporca cose e anime; la respiri senza accorgertene, è parte di ciò che ti circonda; un sistema parassita in un sistema sociale, politico ed economico incapace di trovare soluzioni. La ’ndrangheta è come un arto in cancrena che non ti lascia scelta: amputare e sopravvivere senza una parte di te, oppure lentamente essere divorato vivo. Andrea ha fatto la sua scelta e quel pezzo di sé che ha tagliato via gli ha fatto conquistare la libertà. Dal 2014, anno in cui ha testimoniato contro i componenti di alcune ’ndrine, vive sotto scorta e non può più muoversi autonomamente. Grazie al suo atto d’amore verso la società, la giustizia, Andrea ha contribuito a infliggere un colpo durissimo alla ’ndrangheta ionica.

   

Sono stati 30 gli anni di sottomissione alle leggi e alle prepotenze mafiose che Andrea ha ricostruito nelle sue testimonianze, grazie alle quali sono stati arrestati e condannati i principali capi bastone e sgarristi operanti nell’area. Purtroppo la storia ci fornisce una certezza: la ’ndrangheta non dimentica… Non è una questione di “se”, ma di “quando”. E tutti noi abbiamo un debito enorme con Andrea e le persone come lui che hanno sacrificato tutto per tentare di migliorare questa società che sembra impossibile da cambiare. Dobbiamo raccogliere questo esempio. Quello dei testimoni di giustizia. Non basta limitarsi a proteggerli mettendoli agli “arresti domiciliari” sotto scorta. Non basta. Non può bastare.

   

“Eh Andrea… stiamo invecchiando, anche noi qui ormai siamo a rischio”     

“Che ti devo dire, tutto finisce prima o poi”      

“No, no, macché fine e fine! Se siamo vecchi noi, vorrà dire che ci penseranno i nostri figli a continuare”

   

Nato a Foligno nell’88, Alessandro Sesti è attore e drammaturgo di formazione indipendente. Nel 2019 vive sotto scorta di massimo livello per creare la drammaturgia dello spettacolo in cartellone ad Arzo, che racconta la vita di Andrea Dominjianni, testimone di giustizia calabrese. Nel 2020 vince con Ionica il premio della giuria critica a Direction Under 30 "per l’universalità del tema e per la necessità di raccontare le storie di lotta alle mafie e per averlo fatto con consapevole e sapiente uso dei linguaggi della scena".

   
CHE BASTA UN COLPO DI VENTO PER
TROVARE IL CORAGGIO DI RIMETTERE INSIEME I MILLE PEZZI DI UNA SOCIETÀ SPACCATA