Quando i desideri si avverano: si è conclusa la ventunesima edizione del Festival internazionale di narrazione di Arzo

 

Si è conclusa la ventunesima edizione del Festival internazionale di narrazione di Arzo. Un’edizione, quella di quest’anno, diversa dalle precedenti, che ha richiesto particolari cure e attenzioni. 

Tra queste, la scelta dei curatori di allargare i confini dell’edizione oltre il borgo di Arzo, coinvolgendo anche Meride e Tremona, che hanno subito risposto con grande generosità. È andato in scena, così, quello che è stato definito un Festival “diffuso” e aperto, che è riuscito però a mantenere quei tratti che lo caratterizzano da sempre: la sinergia con le realtà locali, la promozione di una cittadinanza partecipe nella costruzione e promozione di un evento culturale, la vivacità di una programmazione eterogenea.

 

Quest’anno per noi è stato una grande prova, ma siamo contenti: cercando soluzioni abbiamo dovuto metterci in ricerca e sperimentare. Dopo un lungo periodo di palcoscenici bui, la voglia di tornare era molta: è stato bello riuscire a ritrovarvi, siete rimasti con noi.

 

La ventunesima edizione è dedicata a due amici che, per lungo tempo, hanno accompagnato e seguito il Festival nel suo cammino: Paolo Molina, prezioso compagno, capace di accogliere e regalare pace e Giuseppe Dunghi, che con le sue parole ha costruito pensieri e immaginari che non dimenticheremo.

 

Il comitato del Festival internazionale di narrazione di Arzo

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