Corte dei Miracoli

Corte dei miracoli

Nata come luogo della memoria e del racconto spontaneo, la Corte dei miracoli ha ospitato in questi anni gli incontri più diversi.
Storie di qui e di altrove, racconti del passato e del presente l’hanno abitata trasformandola in un luogo privilegiato per l’incontro tra persone desiderose di intrecciare riflessioni e progetti.
A volte, nella Corte dei miracoli, il pubblico può incontrare gli autori e attori che nelle altre corti presentano i loro spettacoli, mentre qui raccontano liberamente che cosa li ha spinti a scegliere un tema, una storia, quali ricerche hanno preceduto la realizzazione del loro spettacolo, di quali incontri e testimonianze si è nutrito il loro percorso creativo.


Sabato 29 agosto

ore 14:00

Con le parole di altrove


con Corinne Jaber, Ramat Safi
e Laura Sicignano
modera l’incontro la giornalista Verena Szabo, responsabile della redazione Esteri del telegiornale alla RSI Oh, mon doux pays e Compleanno Afghano sono due spettacoli che ci invitano a cambiare prospettiva, raccontandoci la fuga con le parole di chi è stato costretto ad abbandonare la propria terra e i propri affetti per salvare la vita. Sono parole che spazzano via il sensazionalismo di quei modi di raccontare (o di non raccontare) la cosiddetta “emergenza
immigrazione” che prestano il fianco alle risposte inadeguate della politica, all’indifferenza, al pregiudizio, all’intolleranza o alla commiserazione.
Nella Corte dei miracoli, Corinne Jaber, Ramat Safi e Laura Sicignano incontreranno il pubblico per raccontare come sono nati i loro spettacoli: un’opportunità per proseguire, oltre al momento dell’evento teatrale, uno scambio che favorisce la conoscenza reciproca.
L’incontro è sostenuto dal Delegato cantonale all’integrazione degli stranieri nell’ambito del Programma di integrazione
cantonale (PIC) 2014-2017.

 

Domenica 30 agosto

ore 14:30

Incontrare Gramsci

con Fabrizio Saccomanno

Nel percorso di un artista accade che alcuni incontri con uomini straordinari si trasformino nell’urgenza
di essere raccontati e condivisi. A Fabrizio Saccomanno chiederemo di raccontarci il suo incontro con Antonio Gramsci,
la sua personale lettura delle Lettere dal carcere, i pensieri e le emozioni che hanno accompagnato la sua trasformazione nello spettacolo GRAMSCI Antonio detto Nino, in programma sabato e domenica alla corte Bonaga

 

ore 16:15

Le radici (perdute)

con Ivana Trevisani

Un carcere come un terremoto o una fuga per salvare la vita, sono situazioni che hanno in comune l’estraniamento, la mancanza di progettualità, l’avere perduto i riferimenti geografici ma anche affettivi. Con Ivana Trevisani ci sarà occasione di riflettere su quanto raccontato in precedenza, da una prospettiva umanitaria e psicosociale, per avvicinare i nostri pensieri alle singole microstorie che formeranno un giorno la grande storia e soprattutto aiutare a costruire
la memoria di quanto accade. Psicologa antropologa, Ivana Trevisani è attiva all’estero in fasi post-belliche e in progetti
psico-sociali improntati alla rielaborazione di vissuti drammatici.

Collabora con associazioni, enti e ONG nazionali e internazionali nell’elaborazione e nel monitoraggio di progetti rivolti a donne straniere, immigrati, profughi e richiedenti asilo.
È autrice di documentari e pubblicazioni varie, fra cui recentemente Là qui là – vite disperse, che riporta interviste ed
esperienze con le donne abruzzesi esiliate dalle proprie case dopo il terremoto del 2009, così come quelle emiliane in tempi più recenti.

 

 

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